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Il Decalogo del prodotto assicurativo

Apriamo un dibattito sulle regole del buon prodotto con questo semplice decalogo:

I buoni consigli del prodotto assicurativo.
In questo numero:
"Flessibile" ma sempre in equilibrio
"Rispettoso dell'autonomia, ma controllato centralmente"

  1. SEMPLICE, MA NON SEMPLICISTICO
  2. COMPLETO, MA NON COMPLESSO
  3. ASSOCIABILE A CONVENZIONI, MA SENZA COMPLICAZIONI
  4. FLESSIBILE, MA SEMPRE IN EQUILIBRIO
  5. RISPETTOSO DELL'AUTONOMIA, MA CONTROLLATO CENTRALMENTE
  6. ORGANIZZATO PER POLIZZE SINGOLE, MA ANCHE PER POLIZZE COLLETTIVE
  7. GESTITO PER OGNI CANALE, MA CON UN UNICO PRODOTTO
  8. LIBERO DA VINCOLI INFORMATICI, MA VINCOLATO ALLA CONCRETEZZA
  9. IMMAGINATO PER IL PRESENTE, MA CON SGUARDO APERTO NEL FUTURO
  10. APERTO ALLE CAMPAGNE DI VENDITA, MA CON IL CONTROLLO DELLA RENDITA

Il decalogo sarà analizzato con alcuni spunti di riflessione nei prossimi appuntamenti con la newsletter.

4. Flessibile, ma sempre in equilibrio
5. Rispettoso dell 'autonomia, ma controllato centralmente

La flessibilità tariffaria del prodotto assicurativo, sia in termini di premio che di limiti assuntivi, é uno dei punti di forza della politica commerciale della compagnia.

La flessibilità del prodotto deve costantemente essere tenuta sotto controllo per non incorrere in problemi di equilibrio tecnico del portafoglio raccolto.

Le principali informazioni del prodotto assicurativo che devono rispondere a requisiti di flessibilità sono rappresentate da:

  • Somme assicurate
  • Franchigie e scoperti
  • Combinazioni di garanzie acquistabili
  • Caratteristiche dei beni assicurabili
  • Premio

Tali caratteristiche vanno liberamente gestite dall'organizzazione commerciale in accordo con le regole dettate dai tecnici di ramo della compagnia.

L'intricata rete dei limiti assuntivi va cablata in modo semplice e tempestivo per rispondere alle esigenze di flessibilità che si manifestano nella rete distributiva.

Una buona gestione commerciale deve essere premiante verso le capacità dei singoli intermediari che meritano di avere un'adeguata flessibilità che valorizzi il comportamento virtuoso. Nello stesso tempo la compagnia deve mantenere un corretto equilibrio tecnico del prodotto, restringendo le libertà di chi opera in modo allegro.

Un prodotto assicurativo dovrebbe sempre consentire quelle eccezioni che anche il più ardito tecnico non avrebbe potuto prevedere e che fanno di un prodotto il calco di una polizza standard o di una di alta sartoria, in tal caso con l'ovvia approvazione da parte dell'ufficio assuntivo della compagnia.

Un aspetto importante nella distribuzione delle caratteristiche legate alla flessibilità dei singoli intermediari è rappresentata dalla rapidità d'intervento da parte della compagnia attraverso tecniche che non alterino la struttura di base del prodotto, onde mantenerne la purezza e di conseguenza la stabilità dei sistemi che lo gestiscono.

Per quel che concerne lo sconto massimo del premio demandato alla discrezionalità dell'intermediario, il controllo delle soglie e degli eventuali plafond andrebbe gestito attraverso tecniche che non comportino un'eccessiva manutenzione della rete di vendita, preferendo procedure automatiche di calibrazione degli sconti attraverso la valutazione dell'andamento tecnico del prodotto a livello di singolo intermediario.

Termino questo breve articolo ricordando che la flessibilità tariffaria è un concetto estendibile anche alle compagnie dirette, ove, non avendo la mediazione di un esperto, va prevista una minuziosa definizione dei controlli assuntivi e di vendibilità per soddisfare in modo equilibrato il fabbisogno del cliente. Una delle tecniche nella costruzione delle regole assuntive è costituita dall'attribuzione di pesi da associare alle diverse variabili di rischio senza un'esplicita definizione di tutte le casistiche rischiose o virtuose.

Source: RGI